il futuro di sinekarta


Prendendo spunto da diverse richieste che arrivano via mail, tiro le fila dello stato del progetto.

L’anno scorso è entrata in vigore la nuova normativa riguardante la conservazione sostitutiva (http://www.anorc.it/notizia/547_Pubblicate_in_G.U._le_Regole_tecniche__arriva_il_nuovo_%EF%BF%BDsistema_di_conserva.html).
La nuova normativa ha stravolto completamente le logiche che un sistema di conservazione deve implementare, vanificando di fatto tutto il lavoro fatto con sinekarta.
Questa prevede che un sistema di conservazione basi le proprie logiche sullo standard OAIS (Open Archival Information System – http://en.wikipedia.org/wiki/Open_Archival_Information_System), la vecchia normativa invece era decisamente lasca sugli aspetti software. Le specifiche OAIS sono un mondo MOLTO diverso da Alfresco, il progetto sinekarta è quindi totalmente incompatibile con la nuova normativa.
Oltre agli aspetti tecnici, la nuova normativa introduce maggiori vincoli riguardo gli aspetti burocratici del processo, alzando di fatto l’asticella che rende sensata l’implementazione della conservazione sostitutiva in house.
La stima che abbiamo fatto internamente è che se la vecchia normativa rendeva sensata l’adozione di un sistema di conservazione in house al raggiungimento dei 30.000 documenti da conservare l’anno, con la nuova normativa questo limite si è alzato a 100.000 documenti.
Quindi un’azienda che intende adottare un sistema di conservazione in house rientrerà del proprio investimento solo se supera la soglia dei 100.000 documenti l’anno.
Se a questo aggiungiamo la proliferazione di servizi in outsourcing a basso costo (es. http://www.fatturafacile.com/), diventa evidente che il futuro della conservazione sostitutiva è nel cloud.

Questa premessa per spiegare un po’ l’attuale scenario in cui ci muoviamo, ora parliamo invece un po’ della storia del progetto sinekarta.

Quando sinekarta è partito (nel 2010) il mercato era già saturo di soluzioni di conservazione (la vecchia normativa risale infatti al 2004), il progetto non ha quindi MAI riscontrato un particolare successo. In altre parole è stato un bel progetto da realizzare, ci ha dato tante soddisfazioni in termini di visibilità e di competenze su Alfresco, ma i ritorni economici non si sono avvicinati neanche lontanamente allo sforzo sostenuto per la realizzazione.
Con l’uscita della nuova normativa ci siamo quindi chiesti se valesse la pena continuare ad investire sulla conservazione sostitutiva e la risposta, purtroppo, è stata NO. Visto quanto detto fino ad ora, non ci sono le premesse per continuare ad investire in tale direzione.

Il futuro del progetto sinekarta.

Non tutte le speranze sono però perdute. Sinekarta NON è morto, si sta trasformando. Abbiamo rilasciato una nuova versione di sinekarta (https://github.com/Sinekarta/sinekarta) che implementa (su Alfresco) tutti i tipi di firma digitale e firma elettronica (CADES, PADES, XADES) su qualsiasi tipo di documento. Questa nuova versione è distribuita come amp ed è meglio compatibile con Alfresco (attualmente 4.2.f).
Abbiamo inoltre rilasciato un altro plugin di Alfresco (sempre amp su 4.2.f) che permette la conversione di qualsiasi documento in pdf/a (https://github.com/Sinekarta/sinekarta-pdfa).
Stiamo lavorando, in collaborazione con un outsourcer della conservazione (http://www.indicom.biz/), ad un protocollo aperto per l’accesso ad un sistema di conservazione generico. Su questo protocollo (che ci piacerebbe diventasse uno “standard di fatto”) stiamo implementando un plugin di Alfresco.
Questa strategia, per l’azienda che vuole adottare la conservazione sostitutiva, ha almeno due punti interessanti :

  • l’azienda utilizza Alfresco come front-end per il sistema di conservazione. Vede i propri documenti sulla propria rete ed Alfresco si preoccupa, in autonomia ed in automatico, di riversare sul sistema di conservazione solo alcuni documenti.
  • se/quando diversi outsourcer implementeranno questo protocollo, il cliente potrà cambiare outsourcer con pochissimo sforzo

Infine è opportuno parlare dell’integrazione con le MFP Toshiba.

La partnership con Toshiba prosegue ed il progetto che abbiamo implementato (SinekartaMFP) è in uso in diverse aziende. Rispetto a quanto si vede nel video pubblicato sul sito di sinekarta sono state aggiunte molte funzionalità evolute (lettura barcode/qrcode, ocr, zoned ocr, digitazione manuale dei metadati, etc…) ed è diventato uno strumento decisamente UTILE per quelle aziende che intendono dematerializzare senza per forza andare in conservazione sostitutiva.

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10 Responses to il futuro di sinekarta

  1. Massimiliano De Gaudio says:

    Grazie Andrea per l’eloquente risposta a chi, come me, si è interrogato sul futuro di Sinekarta.

    Dal punto di vista delle decisioni imprenditoriali riguardo i volumi che le aziende dovrebbero sostenere per attivare un discorso di conservazione “in” o “out” house, l’argomento è molto interessante ma necessiterebbe di ulteriori dati per poter comprendere al meglio la tua affermazione.

    Quello che invece ti chiedo cortesemente di approfondire è il rapporto tra la ISO 14721 e il CMIS Alfresco. Più precisamente avendo sviluppato un favoloso e geniale plug-in per lo stesso CMIS, sono convinto che la tua affermazione riguardo l’incompatibilità con lo standard nasce da una analisi profonda che però mi sfugge in quanto lo standard OAIS di fatto è un modello concettuale per cui mi suona strano che Alfresco non possa integrarsi o essere parte di un sistema informativo aperto per l’archiviazione…

  2. lo standard OAIS (ISO 14721) prevede dei concetti di pacchetti (SIP, AIP, DIP) che semplicemente Alfresco NON implementa.
    Il fatto che Alfresco esponga un’API CMIS non implica che internamente implementi le logiche OAIS (SIP,AIP,DIP), anzi non vedo che relazione ci sia tra le due cose…
    Il protocollo a cui stiamo lavorando (https://github.com/Sinekarta/sinekarta-ingestionservice) permetterà ad Alfresco di produrre dei pacchetti SIP, ma da qui ad implementare le logiche OAIS…

  3. Paolo Pizzigoni says:

    buongiorno sono un professionista non del settore informatico e mi interessava sinekarta principalmente per uso personale; ho dato un’occhiata al nuovo sito ma non essendo un informatico non ci capisco molto…. un minimo di informazioni sull’uso del nuovo programma non è previsto? grazie e buona giornata

  4. Gabriele says:

    Buongiorno, quindi ad ora sinekarta non è più utilizzabile per la conservazione sostitutiva a norma?

  5. la nuova versione di sinekarta è valida SOLO per la firma digitale e la marca temporale

  6. Gabriele says:

    Ciao Alessandro e grazie mille per la risposta tempestiva. Quindi per adesso non possiamo puntare su nessun programma open source, costretti ad affidarci a servizi con terzi?

  7. Gabriele says:

    Rimane comunque il fatto che abbiamo tempo 36 mesi dal decreto quindi se non erro fino a 11 aprile 2017. Possiamo usare sinekarta 2.0 fino a tale data?

  8. se avete attivato sinekarta prima dell’entrata in vigore della nuova normativa, si.
    Ovvero, se con il vecchio sinekarta avete apposto una marca temporale prima della metà di Aprile 2014, siete a posto. Altrimenti NON siete in regola utilizzando la conservazione sostitutiva di sinekarta

  9. Gabriele says:

    Ok, capito grazie per la risposta. Quindi non possiamo usarlo, la cosa mi dispiace in quanto sono un forte sostenitore dell’open source e di tutta la filosofia che vi è dietro.

  10. Gabriele says:

    Ciao Andrea, ad un anno come procede il lavoro per la conservazione sostitutiva con Sinekarta?

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