Firma digitale in banca, un’altro passo avanti (seconda parte).


L’altro giorno, leggendo il quotidiano, mi sono imbattuto in questa notizia : Addio carta, ora in banca la firma è digitale.

Questo articolo è veramente interessante, gli amici di firma facile lo hanno commentato a loro volta aggiungendo un po’ di dati numerici.

Prima di entrare nel merito dell’argomento voglio divertirmi un po’ con dei paragoni…

Intesa San Paolo risparmierà  600.000 RISME di carta da stampante (formato A4) ogni anno.

Mettendo queste risme una sopra l’altra a formare una torre, raggiungeremmo l’altezza di 30.000 metri (il Monte Bianco non arriva a 5.000 metri). Mettendole in fila a formare un sentiero, arriveremmo da Milano a Modena. Se il sentiero lo facessimo con i singoli fogli (e non con l’intera risma) faremmo più di 2 volte il giro della terra.

E stiamo parlando della carta prodotta in un solo anno da Intesa San Paolo nell’ambito delle relazioni con la clientela. Non oso pensare ai numeri che verrebbero fuori se calcolati sulla carta prodotta dalla Pubblica Amministrazione Italiana!

Ora però entriamo nel vivo dell’argomento: a me non piace molto la decisione di utilizzare il tablet per la firma (questo è un giudizio soggettivo, personale e probabilmente un po’ di parte).

Non voglio dire che sia sbagliata, per carità ! Lo se benissimo che per una certa tipologia di clientela (quella più anziana) questo metodo è probabilmente il migliore.

Come ho detto in un precedente articolo oggi sarebbe possibile creare delle carte di credito (o bancomat) che contengono anche il certificato per la firma digitale. Il metodo di applicazione della firma digitale in entrambi i casi (tablet o smart card) sarebbe lo stesso, i documenti prodotti sarebbero (tecnologicamente) identici.

Vedo diversi svantaggi nel metodo scelto da Intesa San Paolo, prima di tutto il costo : un device in grado di accettare la firma biometrica costa MINIMO 200 euro, hanno dovuto stanziare fondi per l’acquisto di un lettore per ogni sportello di ogni filiale. In secondo luogo la firma digitale fatta con questo metodo non è portabile (dal punto di vista dell’utente intendo). Io correntista posso utilizzare quella firma digitale ECLUSIVAMENTE allo sportello della mia banca, non altrove.

Lo strumento carta di credito (o bancomat) è basato su una tecnologia che ormai è sdoganata; anche mia madre (che ormai va per i 70 anni) possiede un bancomat e lo usa regolarmente.

Se la mia banca mi mettesse a disposizione un tale strumento sarebbe un risparmio per entrambi : il lettore costa molto meno (10 euro) ed io avrei in mano una firma digitale che potrei usare anche altrove.

Sarà  difficile convincermi che il tablet oggi (e per i prossimi 5 anni) sia meglio della smart card!

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One Response to Firma digitale in banca, un’altro passo avanti (seconda parte).

  1. Pingback: Firma biometrica vs firma digitalizzata « SourceForge.net: Project sinekarta

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