Firma digitale contactless, fantasia o realtà?


In questi giorni diversi quotidiani hanno riportato alcune notizie secondo le quali molti player importanti stanno investendo nei pagamenti contactless.

Di chi stiamo parlando? Ma di Microsoft, Apple, Google, RIM e gli altri grandi attori del mercato ICT che stanno spendendo fior di quattrini per sfornare soluzioni basate sulla tecnologia NFC.

Cosa è questa tecnologia? NFC è l’acronimo di Near Field Communication, ovvero un sistema di comunicazione basato sul semplice tocco. In realtà il tocco non serve, l’importante è che i due dispositivi stiano a meno di 4 cm di distanza.

Questa è una tecnologia matura. Ho visto, in laboratorio, i primi esperimenti propedeutici alla creazione di un sistema di pagamento basato su NFC già 3 o 4 anni fa. Ma se questa tecnologia è rimasta nel cassetto fino ad oggi, perchè mai dovrebbe decollare proprio ora?

Lascio a voi le speculazioni del caso, a me basta sapere che se le grandi aziende (Google in testa) stanno investendo dei grossi capitali, sicuramente si vedranno i risultati quanto prima.

Ora ritorniamo a guardare questa notizia dal punto di vista tecnico.

L’NFC è una tecnologia che (tra le tante altre cose) permette di eliminare il cavo USB. Molti cellulari di ultima generazione o smartphone supportano questa tecnologia.

L’obiettivo dei grandi attori dell’ICT è di inserire i dati della carta di credito dentro un dispositivo portatile, ad esempio dentro un cellulare o uno smartphone. Esistono anche dei dispositivi molto più economici, eccone un esempio.

In un articolo che ho pubblicato qualche tempo fa ho spiegato come NON ci fossero vincoli tecnologici nel inserire il certificato di firma digitale dentro il chip della carta di credito.

Ovviamente la maggior parte di questi dispositivi partono dal presupposto di montare una smartcard in formato SIM card.

Ora che abbiamo buttato sul tavolo tutte le carte vediamo di metterle nel giusto ordine.

Gli istituti che emettono carte di credito dovranno iniziare a predisporsi per distribuirle anche in formato SIM card per poterle inserire in un device NFC compatibile.

Si inizieranno a vedere i primi POS che accettano sia smartcard standard che device NFC. Si inizieranno a trovare in commercio PC desktop e notebook che possono connettere periferiche NFC.

La conclusione naturale di questo mio ragionamento è facile da intuire.

Siamo alle porte di un cambio epocale che necessita di una riorganizzazione strutturale. Ci sono i fondi e c’è la volontà di evolvere questa tecnologia.

Sarò ripetitivo, avete ragione, ma l’emittente che inserirà il certificato di firma digitale nel chip della carta di credito avrà dato un ulteriore valore aggiunto alla propria clientela.

Il primo che si organizzerà in tal senso, riuscirà a sfruttare più facilmente i benefici della firma digitale, senza più bisogno di lettori di smartcard nè di token USB.

Per apporre la firma digitale basterà digitare il PIN sulla tastiera del cellulare ed appoggiarlo sulla basetta presente allo sportello.

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