La fatturazione elettronica in Europa


L’articolo di oggi prende spunto da un documento che mi è stato indicato dal mio commercialista riguardante l’introduzione della fatturazione elettronica a alivello europeo (grazie Andrea!).

Da questo documento emergono diversi spunti di riflessione.

Il primo mi rende orgoglioso di essere Italiano; infatti l’Italia risulta essere, una volta tanto, all’avanguardia su questi temi.

Sono pochi gli “stati membri” che hanno adottato (o stanno per adottare) iniziative per rendere obbligatoria la fatturazione elettronica negli appalti pubblici.

In alcuni casi la firma digitale non è nemmeno prevista. Anche qui, nel bene e nel male, l’Italia è in prima fila. Speriamo che la burocrazia non rallenti troppo questa cavalcata.

Il secondo aspetto, e qui una citazione testuale è d’obbligo, riguarda gli obiettivi : “La Commissione desidera che entro il 2020 la fatturazione elettronica diventi il principale modo di fatturazione in Europa“.

E’ vero, mancano 10 anni.Inoltre se le cose andranno come sono andate qui in Italia, c’è da aspettarsi qualche proroga… Il dato però è interessante : la strada è questa, bisogna andare avanti.

Il terzo punto di attenzione riguarda gli aspetti tecnici.

Il documento, che ha delle evidenti basi tecniche, si riferisce più volte ad un “modello di dati comuni, ovvero l”UN/CEFACT Cross-Industry Invoice (CII) versione 2“.

Come già evidenziato in altri articoli di questo blog [1] [2] [3] [4], il vero problema della fatturazione elettronica riguarda il formato della fattura.

E’ importante che tutti i software che “maneggiano” una fattura sappiano interpretarla correttamente.

E’ necessario, prima di tutto, un formato comune ed universale, non proprietario ma basato su una specifica pubblica, che definisca i contenuti della fattura.

Questo formato è stato già identificato ed è appunto l’UN/CEFACT Cross-Industry Invoice (CII) versione 2.

In un precedente articolo avevo indicato, come formato di riferimento, l’UBL di OASIS, ma esiste un tavolo di lavoro che sta portando all’unificazione dei due formati; questo è un punto dell’analisi della fatturazione elettronica di sinekarta da rivedere!

Il passo successiva toccherà ai produttori di software contabile, dovranno permettere l’importazione e l’esportazione delle fatture in questo formato.

Ci sarebbero sicuramente tanti altri spunti di riflessione riguardo questo documento, dai dati economici (isparmiare circa 240 miliardi di euro in sei anni) a quelli strategici; io mi fermo qui.

[9 Febbraio 2011] Una nota riguardo questo articolo che mi è stata fatta notare da Andrea in questa discussione su linkedin. L’UN/CEFACT Cross-Industry Invoice (CII) versione 2 non è un formato ma è un modello semantico, qualcosa che descrive le informazioni che devono essere contenute in un documento di tipo fattura, non i campi ed formati dei campi. L’UBL è un formato che è (o sarà) compatibile con queste specifiche.

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