sinekarta è open source : ma cosa significa?


Sto iniziando a dedicarmi agli aspetti legati al marketing, devo dire che è molto interessante; sono un entusiasta per natura, quando ci sono cose nuove da imparare non mi tiro mai indietro.

Proponendo sinekarta agli utenti finali (le aziende) mi accorgo che un aspetto che consideravo vantaggioso, non è sempre visto altrettanto bene.

Sinekarta è open source! ma questo è un bene o un male? ma soprattutto : cosa significa?

Non voglio perdermi dietro alla spiegazione delle centinaia di licenze (sinekarta è rilasciato sotto la GPL), andiamo al sodo e riportiamo di seguito l’intestazione standard di qualsiasi sorgente del progetto sinekarta :

Sinekarta is free software: you can redistribute it and/or modify it under the terms of the GNU General Public License as published by the Free Software Foundation, either version 3 of the License, or (at your option) any later version.

Sinekarta is distributed in the hope that it will be useful, but WITHOUT ANY WARRANTY; without even the implied warranty of MERCHANTABILITY or FITNESS FOR A PARTICULAR PURPOSE. See the GNU General Public License for more details.

E’ un testo in inglese, che barba vero? Nell’informatica è molto trendy scrivere commenti o log in inglese…

Non mi metterò certo a fare la traduzione parola per parola, questo lo lascio a voi, ma volevo attirare l’attenzione sui passaggi principali ovvero :

  1. i sorgenti di sinekarta possono essere presi e ridistribuiti (NON VENDUTI) da chiunque purchè il risultato ottenuto sia rilasciato sempre sotto licenza GPL
  2. sinekarta è distribuito SENZA ALCUNA GARANZIA.

Se qualcuno intende vendervi sinekarta, o qualsiasi altro software open source, sappiate che vi sta frodando. Vi sta vendendo un bene del quale non è proprietario. E come se qualcuno vi vendesse un’automobile che ha trovato in mezzo alla strada con le chiavi inserite. Non è sua, non può farlo!

La domanda che sorge spontanea, a questo punto, è : ma allora, tu (Andrea Tessaro Porta) e l’azienda che principalmente sponsorizza sinekarta (Jenia software), cosa ci guadagni? Lo fai per beneficenza? Ma soprattutto, se ad Andrea dovesse capitare qualcosa (provate a pensare a quale gesto scaramantico sto compiendo… no sarebbe volgare) chi continuerà il suo lavoro?

Per rispondere a questa domanda è necessario rovesciare il secondo punto citato sopra. sinekarta è distribuito senza garanzia. Questo implica che se un cliente, per tutelarsi da eventuali malfunzionamenti, volesse delle garanzie, dovrebbe rivolgersi ad un’azienda che sia in grado di garantire la qualità dello strumento. Qualsiasi azienda, non per forza Jenia software.

E’ ovvio che (scusate ma faccio un po’ di pubblicità) essendo Jenia software lo sponsor principale ed essendo l’azienda che ha investito più risorse nel progetto, sarà, per ora, l’azienda in grado di fornire garanzie migliori, ma non è detto che, in futuro, queste dinamiche non possano cambiare. Essendo i sorgenti di sinekarta liberi, potrebbe anche capitare che altre aziende riescano a raggiungere un livello di competenza pari al nostro, se non maggiore.

Jenia software, e tutte le altre aziende che decideranno di proporre servizi di conservazione sostitutiva basati su sinekarta, potranno vendere le proprie competenze su sinekarta (installazione, assistenza, formazione, personalizzazioni, manutenzione, garanzia, etc…) ma non potranno MAI vendere il prodotto sinekarta.

Perchè questo modello è migliore di quello con la classica licenza? Molti di voi penseranno al prezzo… no, non è così!

Quando vado a fare la spesa devo pagare in contanti, non posso “prendere” un chilo di patate open source! Se Jenia software non riescie (entro un paio d’anni) a coprire i costi di realizzazione di sinekarta, probabilmente deciderà di chiudere il progetto. Questo ragionamento viene fatto da qualunque azienda, che produca software o uova di cioccolata, che li venda a licenza oppure in modalità open source, alla fine dell’anno conta la formula : costi – ricavi = utile. Se l’utile è negativo c’è un problema!

Dal punto di vista di chi produce il software, il modello open source prevede un investimento iniziale (che può anche essere sostanzioso) con un forte rischio di perdita (non si ha un cliente sicuro che copre le spese).

Dal punto di vista dei clienti, la formula è quella del “soddifatti o rimborsati”, con un piccolo particolare, non c’è bisogno di rimborsi visto che non si paga! Si scarica sinekarta e lo si prova, se piace è auspicabile che il progetto prosegua la sua corsa, è quindi importante contribuire (in qualche modo) a sponsorizzare il progetto. In che modo? Ad esempio richiedendo della consulenza specializzata o una delle varie attività che possono essere realizzate.

Il costo del software opensource è più basso non a causa della mancanza di licenza. Il costo è più basso a causa del grande numero di utenti. Utenti che non sono costretti a pagare per provare. Utenti che possono, in caso di problemi, rivolgersi a qualunque azienda (magari quella che offre prezzi più bassi) per chiedere assistenza. Utenti che sono soddifatti dell’alta qualità del prodotto.

E sapete da cosa è garantita la qualità del prodotto, dall’elevato numero di utenti!

Vi spiego un segreto dell’informatica : la qualità di un software è proporzionale alla quantità di test. Più un software viene provato, più problemi saranno risolti e più alta sarà la qualità. Un software open source viene provato molto perchè non costa nulla farlo! Per definizione la qualità è alta.

La prima versione di sinekarta è stata rilasciata (ed era solo una beta) il primo Ottobre 2010. Oggi, dopo circa 50 giorni, possiamo contare 60 download. Non è un grande numero, lo so, sinekarta è uno strumento di nicchia. Ma sono pronto a scommettere che quasi tutte le altre soluzioni di conservazione sostitutiva non hanno un così alto numero di installazioni! Sinekarta è probabilmente già ai vertici della classifica delle soluzioni più provate.

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6 Responses to sinekarta è open source : ma cosa significa?

  1. Francesco Giartosio says:

    Già 60 download? Congratulazioni!

  2. Paolo Del Romano says:

    e ad oggi 3/1/2002 quanti downloads ci sono stati?
    Paolo

  3. Il dato è pubblico e può essere consultato liberamente : https://sourceforge.net/projects/sinekarta/files/stats/timeline?dates=2010-09-01+to+2020-12-31
    Il link a queste statistiche è disponibile sul sito di progetto : http://www.sinekarta.org/risorse.php
    La media è di circa 35 download a settimana.

  4. Mario says:

    ma quante ******** sull’opensource avete sparato?
    – i progetti non sono mai finalizzati dal fine di lucro, spesso sono sociali, poi spesso vengono acquisiti da privati che oltre che l’assistenza in alcuni casi posso dare versioni commerciali più prestanti e più complete
    – dove è il ritorno economico dell’opensource? Vendita delle consulenze e degli skills: installazione, configurazione, manutenzione, integrazioni varie, adattabilità, estensione di funzionalità. Quindi non si vende il software opensource ma si vende la sua messa in opera e tutto il contorno
    – chi paga i progetti ? Di solito software house che sperimentano sull’opensource, che acquisiscono skills e competenze che si rivendono nel punto visto sopra. Altre volte i progetti opensource sono fatti a livello universitario
    – quali sono i vantaggi dell’opensource? Inumerevoli.. le soluzioni sono competitive rispetto alle soluzioni commerciali in quanto non ci sono licenze da pagare e così si può vendere l’esperienza professionale e gli skills stando più bassi con i prezzi..

  5. Scusa Mario ma prima di approvare il tuo commento mi sono permesso di “beepare” termini un po’ troppo forti, penso che il senso di quanto volevi esprimere si capisca lo stesso.
    Ma veniamo al sodo della questione : non capisco il tuo tono polemico.
    Quello che tu dici è ASSOLUTAMENTE vero! Questo è un dato di fatto.
    Non penso però che questo articolo sia in contrasto con i concetti da te espressi, anzi…
    Ti rispondo puntualmente :
    – ” i progetti non sono mai finalizzati dal fine di lucro” : scusa ma questa affermazione è un po’ troppo “assoluta”, quindi imprecisa. Alfresco ne è un esempio. Penso che la discussione derivante da questo putno sarebbe infinita…
    – “dove è il ritorno economico dell’opensource” : è esattamente il concetto espresso in questo articolo. Non era chiaro? grazie per averlo spiegato meglio!
    – “chi paga i progetti” : SineKarta rientra nella prima categoria, JENIA Software è lo sponsor del progetto
    – “quali sono i vantaggi dell’opensource” : anche questo tema è espresso in questo articolo. Anche in questo caso grazie per aver chiarito un concetto che probabilmente io non ho espresso correttamente.

    Aggiungo solo una nota. SineKarta è un progetto open source il cui utente medio NON dovrebbe essere un informatico. Per questo tutti gli articoli di questo blog ed i contenuti funzionali di SineKarta NON sono mai (o quasi) troppo tecnici. Questa è una scelta fatta per permettere a chiunque di capire l’argomento trattato anche se NON è un informatico e/o un esperto della normativa.
    I concetti espressi in questo articolo sono (più o meno) quelli da te indicati ma esposti in un linguaggio che possa essere capito da chiunque.

    In ogni caso, grazie per le precisazioni, spero che chi leggerà in futuro questo articolo capisca meglio il concetto di open source anche grazie al tuo contributo.

  6. marco says:

    io lo avevo già capito perfettamente da te andrea. Grazie!
    Marco

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