Implementare la conservazione sostitutiva, da dove si comincia?


Alla base della conservazione sostitutiva c’è la firma digitale, questo articolo vi spiegherà come fare per applicare la firma digitale (ed il riferimento temporale) ad un documento.

Come prima cosa dovete procurarvi una carta nazionale dei servizi (CNS).

Questa (il formato è lo stesso delle carte di credito, il termine tecnico è smartcard) è una tessera a microchip che contiene la firma digitale di una persona. La firma digitale è infatti sempre associata ad una persona fisica, MAI ad un’azienda. Quindi, un’azienda che voglia applicare la firma digitale ad un documento, deve utilizzare la smartcard del proprio legale rappresentante.

Un’azienda (o una ditta individuale) ha diritto ad avere gratuitamente la prima CNS, il costo altrimenti è di 25 euro. Il costo della smartcard per un “normale cittadino” è comunque di 25 euro, anche per la prima. La carta nazionale dei servizi va richiesta alla camera di commercio.

Ora che avete la smartcard è necessario procurarsi un lettore di smartcard, ovvero un dispositivo hardware che sia in grado di leggere la CNS.

Esistono diversi tipi di lettore, cercando su e-bay (classico) le parole “lettore smartcard firma digitale” i prezzi vanno dai 7 ai 15 euro (più le spese di spedizione). I più recenti hanno un’interfaccia di tipo USB, quelli più datati hanno una più “antica” porta seriale.

Ho provato ad andare in un negozio di una famosa catena specializzata in articoli per ufficio ed i prezzi erano decisamente più alti (intorno ai 50 euro).

In alternativa alla coppia smartcard + lettore c’è la possibilità di ottenere un token di firma digitale. Un token è un dispositivo USB (molto simile ad una chiavetta di memoria) che contiene direttamente la firma digitale ed, essendo fornito di interfaccia USB, non necessita di un lettore. I costi sono decisamente più alti, il costo per il primo token è di 40 euro, i successivi costano 70 euro.
Inutile dire che un token è più comodo.

Abbiamo l’hardware, manca solo il software.

Anche in questo caso esistono diversi software che permettono di applicare la firma digitale ad un documento, ma visto il nostro interesse in javasign esploreremo questo.

Potete trovare javasign su sourceforge : http://sourceforge.net/projects/javasign/ , scaricate l’ultima versione ed installatelo. L’interfaccia di javasign è piuttosto spartana, come spesso avviene con i software java per desktop, ma a noi interessa perchè espone anche un’api java (che useremo da alfresco).

L’interfaccia di javasign è piuttosto spartana (come spesso avviene con i software java per desktop) ma a noi interessa perchè espone anche un’api java che useremo, a tempo debito, da Alfresco.
Colleghiamo il lettore USB, inseriamo la carta (facendo attenzione al verso) e facciamo partire javasign. Cerchiamo la directory che contiene il documento che intendiamo firmare e selezioniamolo; a questo punto clickiamo col bottone destro del mouse per attivare un menù a tendina all’interno del quale sceglieremo la voce “sign”. Questa operazione ci permetterà di creare una copia del documento originale che avrà estensione p7m, questo è un documento firmato con la firma digitale. Il formato p7m è un formato standard per la firma dei documenti, per poter visualizzare un tale documento è necessario un software specifico. Verisign è in grado di visualizzare i documenti p7m, basterà un semplice doppio click.

Ma dove possiamo arrivare con uno strumento del genere? Se pensassimo ad un software automatico che firmasse tutti i documenti aggiunti in una particolare directory che chiameremo (ad esempio) archivio? Guarda caso questo è il modo di pensare di Alfresco….

Facciamo 2 conti : in un’ora ci sono 3600 secondi, ipotizziamo di riuscire a firmare 100 documenti (ovviamente il processo di firma è più veloce, ma le stime è meglio sottostimarle) in un giorno (contando solo 20 ore) riusciremmo a firmare 2000 documenti, in un anno (contando 250 giorni lavorativi) firmeremmo …. 500.000 documenti … porca miseria sono mezzo milione e la stima è sicuramente bassa, è plausibile riuscire a quadruplicarla.

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